Benefici terapeutici degli psichedelici.

Il significato potenziale dell’LSD e degli altri psichedelici per la psichiatria e la psicologia può essere comparabile al valore del microscopio per la biologia o al telescopio per l’astronomia. Dott. Stanislav Grof, psichiatra Dott. Stanislav Grof, psichiatra

Esiste una comunità di medici e di psicologi moderni che stanno riscoprendo ciò che le culture indigene hanno capito per millenni – che le sostanze psichedeliche hanno capacità curative incredibili quando vengono utilizzate con la giusta intenzione.
“Uno dei modi di funzionamento degli psichedelici è quello di ridurre le nostre difese psicologiche. Essi consentono alla persona di diventare consapevole di sentimenti e di pensieri, in tale modo possono venire in superficie ed essere terapeuticamente elaborati. Nessuno sa esattamente come funzionano, ma ci può essere una sorta di ricablaggio dei vari neurotrasmettitori del cervello. Essi possono aumentare la neuroplasticità: rendere cioè i neuroni più suscettibili alla formazione di nuove connessioni. “- Dott. David Presti, UC Berkeley

Cosa sono gli psichedelici?

Con il termine psichedelico, dall’inglese psychedelic ‘rivelatore della psiche’, etimologicamente derivante dalle parole greche  psykhḗ ‘psiche’ e dēlóō ‘mostro’, si fa riferimento a tutte quelle sostanze chimiche, naturali o di sintesi, in grado di modificare lo stato di coscienza, attivando processi allucinatori, trasformando la percezione dello spazio-tempo ed agendo sui confini dell’Io. Per questo, non è raro che venga usato il sinonimo allucinogeni per indicare la classe di sostanze che agiscono in questa direzione. Una terza modalità con cui viene nominata la categoria è enteogeni, neologismo coniato da un gruppo di ricercatori di etnobotanica nel 1979, il cui significato deriva dal greco entheo (Dio dentro) ed genesthe (generare),  dunque ciò che genera dio (la scintilla divina), ed è legata ad una loro particolarità, ossia quella di portare la persona che ha assunto la sostanza a vivere esperienze profondamente spirituali

Le sostanze psichedeliche più conosciute sono le seguenti:

Dietilamine di Acido Lisergico – LSD – Sostanza di sintesi sull’acido lisergico derivato dall’Ergot, fungo della Segale cornuta.

  • Psilocibina/Psilocina sono triptammine presenti in alcuni funghi del genere Psilocybe e Stropharia.
  • Mescalina  è un alcaloide presente in alcune cactacee come nella Lophophera williamsii (conosciuto come Peyote) e Echinopsis pacanti (conosciuto come cactus San Pedro)
  • 5-MeO-DMT isolata da numerose piante, nel secreto del rospo Incilius alvarius ed è presente nella bevanda psichedelica dell’Ayahuasca prodotta partendo da due differenti tipi di piante amazzoniche.
  • Ibogaina è una molecola che si trova principalmente nella pianta di Tabernanthe boga.

Le innumerevoli sostanze psichedeliche presenti in natura, sono stati intimamente coinvolte nelle pratiche di guarigione umana fin dalla notte dei tempi. Prima della comparsa dei medici, della psicoterapia e dei farmaci da prescrizione, le persone in culture antiche hanno imparato a prendersi cura, fisicamente, mentalmente e spiritualmente, di membri della loro comunità con i mezzi a loro disposizione. In molte culture in tutto il mondo, riti di iniziazione, cerimonie di guarigione e rituali di purificazione prevedono l’utilizzo di sostanze psichedeliche come il catalizzatore centrale del dispositivo terapeutico e dell’esperienza stessa. Lungi dall’essere farmaci da abuso e dunque utilizzati a cuor leggero, queste piante erano venerate, trattate con il più profondo rispetto, e utilizzate solo per le occasioni speciali, poiché ritenute sacre e talvolta abitate da entità invisibili.

Finalmente, questa saggezza del potere di guarigione dei farmaci psichedelici sta riemergendo in età moderna attraverso la scienza e la cultura popolare, e stiamo imparando ad abbracciare sostanze psichedeliche come strumento terapeutico in modo simile ai nostri antenati, con profondo riconoscimento e l’intenzione di cura.

Valore terapeutico degli stati di coscienza

Il cuore della funzione di guarigione all’interno degli psichedelici è uno stato non ordinario che trascende il normale funzionamento egoica della mente e invece offre un’esperienza della totalità, dell’interconnessione, caratterizzate da potenti esperienze sensoriali, emotive ed immaginative. I traumi possono essere rielaborati, gli schemi comportamentali possono essere riformati, e il proprio senso di identità di scopo dell’esistenza possono essere rivisti, con profondi riverberi positivi per tutta la psiche. I benefici di questa esperienza trascendente, che le sostanze psichedeliche catalizzano, possono essere applicati ad un’ampia gamma di disturbi psichici, a patto che questa esperienza avvenga all’interno di un setting specifico e studiato, e che l’esperienza sia preceduta da una fase di preparazione e una successiva fase di integrazione.

Negli ultimi anni la comunità scientifica, attraverso i suoi organi di diffusione, ha iniziato a pubblicare interessanti ricerche in campo delle neuroscienze, della psicologia clinica e della psichiatria; tanto da poter pensare che stia nascendo un forte e grande interesse a questo genere di cure anche da parte di molti pazienti.

Tuttavia i veri pionieri di questo orientamento di studio sono da rintracciare tra gli anni 60 e 70, nel campo della psicologia transpersonale, in particolare Stanislav Grof (psichiatra) che descrisse uno tra i primi studi sull’argomento, nel suo libro Incontro con la morte, nel quale somministrò LSD a malati terminali di cancro all’intero dell’Ospedale di Baltimora, con l’intenzione di rendere meno angosciosi gli ultimi mesi di vita di queste persone.

Quello che la comunità scientifica sta accettando sembra confermare migliaia di anni di usi rituali e terapeutici degli psichedelici da parte dell’uomo; tuttavia risulta difficile immaginare che questa alternativa terapeutica sia accessibile in Italia, nel breve periodo.